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Il
sedimento trasportato dai fiumi Piave, Livenza e Tagliamento
determinò la formazione delle spiagge. Successivamente
i cumuli di sabbia, colonizzati dalla tipica vegetazione di
litorale, si trasformarono in dune, mentre nel territorio
retrostante dominava la palude: distese pianeggianti e acquitrinose
ricoperte da una particolare e rigogliosa vegetazione naturale
e caratterizzate da una flora ricca da specie e diversificata
secondo gli ambienti. Oggi la complessità dell'ambiente
naturale ha lasciato il posto ad una notevole semplificazione
interrotta solo da qualche frammento rimasto intatto. A partire
dalla seconda metà del XX secolo, con l'avvento dell'industrializzazione,
dei mezzi di comunicazione, del turismo di massa, l'aumento
di popolazione e la ricerca di nuove terre da coltivare, si
sono bonificate intere aree, spianate dune, riempite depressioni,
eliminati boschi e sottoboschi, piantate specie arboree non
originarie a veloce accrescimento.
L'aspetto dei litorali sabbiosi oggi risulta semplificato
e funzionale agli insediamenti balneari; mancano le tipiche
fasce vegetazionali diversificate in senso orizzontale rispetto
alla distanza del mare.
Si sono infatti introdotti numerosi elementi artificiali
non solo per il turismo, ma anche per proteggere le spiagge
dai moti delle acque, come gli scogli che costituiscono i
moli frangiflutti. Sul litorale di Eraclea si conserva ancora
un ambiente naturale di notevole interesse naturalistico:
si possono infatti visitare la pineta e la laguna del Mort,
dune ricoperte dalla tipica vegetazione e il bosco litoraneo.
Il bosco litoraneo spontaneo originariamente era composto
da diverse specie di latifoglie: pioppo bianco (Popolus alba),
ontano (Alnus glutinosa), roverella (Quecus pubescens), biancospino
(Crataegus monogyna). Le pinete, ritenuti tipici ambienti
naturali del litorale, in realtà sono di origine artificiale:
dall'epoca romana in poi hanno avuto alterne espansioni per
la produzione del pinolo o come protezione delle colture dal
vento, sostituendo il bosco spontaneo. Le specie più
frequenti sono il pino domestico (Pinus pinea) e il pino marittimo
(Pinus maritimus).
Questi ambienti sono concepiti oggi come la naturale proiezione
delle coste, in una moderna visione di gestione ambientale
vengono perciò tutelati e addirittura ripristinati
per realizzare un complesso piano di salvaguardia delle zone
retrostanti ai litorali e delle lagune. Vicino ad Eraclea
altri ambienti notevoli sono: la pineta di Cortellazzo, la
leccetta di Valle Grande e Vallesina, i boschi e le macchie
in laguna di Caorle, i boschi di Bibione e la pineta della
foce del Tagliamento.
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