CENNI
STORICI
In
un lontano passato, l'attuale territorio di Eraclea era ricoperto
dalle acque della laguna, dalle quali affioravano più isole,
abitate ancor prima dall'arrivo dei Romani nella zona (18 a.C.).
Tra queste isole primeggiava per grandezza ed importanza l'isola
di Melidissa, il cui toponimo è tuttora oscuro.
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Foto
storica della Piazza
e del Municipio
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Nel
V secolo, orde barbariche travolsero la terraferma veneta evitando
però la laguna, considerata luogo infido ed incerto. Fu così
che nel 638 gli abitanti di Oderzo, capeggiati dal Vescovo Magno,
per sottrarsi alle rappresaglie di Rotari, re dei Longobardi, si
trasferirono nell'isola di Melidissa, fondando la città di
Eraclea, così chiamata in onore dell'imperatore d'Oriente
Eraclio.
Alla metà del VII secolo Eraclea era una città ricca,
potente e densamente popolata. Nell'anno 697, nella cattedrale di
Eraclea, il patriarca di Grado Cristoforo convocò un'adunata
generale durante la quale le città lagunari decisero di affidare
le redini del governo di tutte le isole ad un unico capo: Il Doge.
Il primo saggio ducale fu assegnato a Paoluccio Anafesto, cittadino
di Eraclea.
Il declino di Eraclea iniziò alla metà dell'VIII secolo
quando, a seguito delle cruente battaglie con l'antico rivale Equilio
(Jesolo), nonchè del progressivo interramento della laguna
a causa dei sedimenti portati dal fiume Piave, la popolazione si
trasferì a Malamocco.
Nell'XI secolo, abbandonata agli uomini, Eraclea (nota all'epoca
come Cittanova) divenne zona desolata, infestata dalla malaria,
percorsa da pestilenze e carestie, abitata da poche anime dedite
all'agricoltura e alla pesca.
Nel 1728 il patrizio veneziano Almorò Giustiniani Lolin,
allo scopo di promuovere la formazione di un agglomerato urbano,
fece erigere una chiesa dedicata a Maria in uno dei punti più
elevati del territorio che venne chiamato Grisolera, nome derivante
dalle grisole o grisiole (canne palustri di colore grigio - bruno
utilizzate dagli abitanti del luogo per intrecciare stuoie).
Con l'avvento del Regno d'Italia, Grisolera divenne comune.
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Foto
storica dei primi bagnanti di Eraclea
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Subentrato
il Regno Lombardo - Veneto, il comune, a causa dell'esiguo numero
di abitanti, venne smembrato e assegnato in parte a San Donà
di Piave ed in parte a Cavazuccherina (Jesolo). Solo nel 1819 Grisolera
divenne comune.
Durante la prima guerra mondiale, l'abitato di Grisolera venne completamente
distrutto dall'artiglieria italiana nel tentativo di bersagliare
le postazioni austriache mentre il territorio fu allagato mediante
la rottura degli argini del Piave, al fine di ostacolare l'avanzata
del nemico.
Nel
ventennio 1920 - 1940, la grande opera di bonifica voluta dal regime
fascista diede un volto nuovo al paesaggio: la palude venne trasformata
in una vasta e fertile pianura, che diede nuovo impulso all'agricoltura.
Nel 1950 con decreto del Presidente della Repubblica n. 1061, il
comune abbandonò il nome Grisolera, toponimo evocante immagini
di miseria e povertà, per assumere l'antica e gloriosa denominazione
di Eraclea.
Oggi Eraclea è un paese dedito all'agricoltura per tradizione
antica e luogo di recente vocazione turistica grazie ad Eraclea
Mare, ridente località non a torto denominata la Perla dell'Adriatico.
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