L’area
già dai tempi antichi era attraversata da importanti strade
romane, sui cui tracciati si viaggia ancor oggi: la Postumia che univa
Genova ad Aquileia e l'Annia, che vi collegava anche Altino. Inoltre,
anche il fiume Lemene rivestì nei secoli grande importanza
per la navigazione e i trasporti.
Il centro più importante di questo periodo fu Julia Concordia,
oggi Concordia Sagittaria, situata all’incrocio tra le due strade,
di cui oggi sono visibili i resti (la domus, le terme, la cinta muraria),
oltre alla Cattedrale Paleocristiana.
Anche Annone Veneto era collocato sull’antica Postumia, e S.
Stino sulla Annia. Importante
fu poi il periodo medievale, in cui si riconoscevano come centri più
importanti Aquileia e Sesto al Reghena, abitato dai longobardi. Questa
località conserva ancora oggi un’atmosfera medievale:
quasi fuori dal tempo la particolarissima Abbazia di S. Maria in Sylvis,
i cui abati avevano potere sui centri come Cinto, Annone e Gruaro.
Stesso fascino nel centro e nel castello di Cordovado.
Risale a questo periodo il centro storico di Portogruaro, una delle
cittadine più particolari del Veneto, con il suo municipio
merlato, i suoi portici, le ruote dei mulini sul Lemene, i musei e
la vita culturale, e l’amore per la musica.
Nei pressi, l’importante abbazia benedettina di Summaga, sorta
intorno al Mille, attorno alla quale dopo le invasioni dei barbari
si reintrodusse la coltura della vite. Anche Annone ebbe particolare
sviluppo in questo periodo.
Dal XV secolo furono i Veneziani ad estendere il loro dominio su queste
terre. Le cittadine si arricchirono di chiese e palazzi. San Stino,
sul Livenza, ebbe particolare splendore, e risale al ‘500 la
Chiesa di Corbolone. Sorgono le numerose ville, come quelle cittadine
di Portogruaro o quelle di stampo più rurale.
Pramaggiore allora con il borgo di Belfiore - fu considerata il Vigneto
della Serenissima.
Storico anche l’abitato di Motta di Livenza, nel Trevigiano,
con il suo Santuario.
Passati poi dagli Austriaci all'Italia, i territori si trovarono coinvolti
negli eventi bellici della Prima Guerra Mondiale, periodo in cui furono
distrutti molti dei boschi presenti, boschi che oggi si cerca di recuperare.
Si pensi a Teglio, al Bosco di Lison, alle foreste intorno ad Annone,
e a quello rimasto ad Alvisopoli di Fossalta -ora Oasi WWF-, a quello
“ricostruito” di Bandiziol e Prassaccon e alla vecchia
quercia a Villanova di Vado, o al giardino di Villa Bombarda.
Negli anni Trenta la zona fu interessata da una vasta azione di bonifica
e di modernizzazione della produzione agricola e anche vinicola. Oggi,
tracce della vita dei vecchi tempi si trovano al Museo della civiltà
contadina presso il Mulino di Belfiore.
Metodi moderni e intensivi furono adottati a partire dagli anni '50,
in cui però iniziò anche l'industrializzazione e lo
sviluppo dell'ospitalità sulle spiagge.
Oggi i centri di Caorle, con il suo centro storico caratteristico
e il porto, e di Bibione, con spiaggia, pineta e le Terme, sono tra
le località più apprezzate dell’Adriatico.
Restano però delle ampie zone verdi, ed alcuni punti caratteristici
per la sosta, o da percorrere in bicicletta, come i mulini di Stalis
(presso Gruaro) sul limpido Lemene, circondati dai campi chiusi da
siepi e vicini ai luoghi delle memorie di Ippolito Nievo; diffuse
anche a Fratta (di Fossalta) e Cordovado.
Da visitare la zona del Parco fluviale del Lemene-Reghena con i suoi
laghetti, presso Cinto Caomaggiore, e più verso il mare, la
zona delle valli da pesca e dei casoni, verso Caorle, in cui cacciava
anche Hemingway, e oggi è possibile fare birdwatching. Interessante
anche Vallevecchia, con le sue dune e le sue pinete.
Strada
dei Vini D.O.C. Lison Pramaggiore
presso Consorzio dei Vini D.O.C. Lison Pramaggiore
Via Cav. di Vittorio Veneto, 13/B
30020 Pramaggiore (VE)
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